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	<title>Commenti per </title>
	<link>http://socialconversations.it</link>
	<description>People, Companies and Conversations</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 06:42:10 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Social Media: Progetti o Prodotti  ??? di Valeria Maltoni</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-24</link>
		<dc:creator>Valeria Maltoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 23:18:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-24</guid>
		<description>Non sono d'accordo, Simone. I media sociali non sono canali - e il problema e' nella nomenclatura "media". L'enfasi dovrebbe sentirsi nella parola "sociale", cosa che sta prendendo forma in tutti gli aspetti del business. 

Quelle che le aziende comprano e' la capacita' di partecipare all'influsso di informazioni e ai comportamenti tribali o di gruppo dei consumatori cosi' che possano capire e vedere come usiamo i loro prodotti e servizi e a come rendersi utili nel presente e nel futuro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono d&#8217;accordo, Simone. I media sociali non sono canali - e il problema e&#8217; nella nomenclatura &#8220;media&#8221;. L&#8217;enfasi dovrebbe sentirsi nella parola &#8220;sociale&#8221;, cosa che sta prendendo forma in tutti gli aspetti del business. </p>
<p>Quelle che le aziende comprano e&#8217; la capacita&#8217; di partecipare all&#8217;influsso di informazioni e ai comportamenti tribali o di gruppo dei consumatori cosi&#8217; che possano capire e vedere come usiamo i loro prodotti e servizi e a come rendersi utili nel presente e nel futuro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su SocialBall :) di socialconversations.it</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-22</link>
		<dc:creator>socialconversations.it</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 22:18:02 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-22</guid>
		<description>... vabè potresti sponsorizzarlo  ... entro vent'anni ovviamente :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; vabè potresti sponsorizzarlo  &#8230; entro vent&#8217;anni ovviamente <img src='http://socialconversations.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su SocialBall :) di gluca</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-21</link>
		<dc:creator>gluca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 21:57:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-21</guid>
		<description>prima di vedermi giocare a calcio passeranno venti anni almeno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>prima di vedermi giocare a calcio passeranno venti anni almeno&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su SocialBall :) di socialconversations.it</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-20</link>
		<dc:creator>socialconversations.it</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 11:36:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-20</guid>
		<description>A livello di cazzeggio ... lo sai non abbiamo rivali :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A livello di cazzeggio &#8230; lo sai non abbiamo rivali <img src='http://socialconversations.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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	<item>
		<title>Commenti su SocialBall :) di Dante</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-19</link>
		<dc:creator>Dante</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 11:09:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/06/08/socialball/#comment-19</guid>
		<description>Apprezzo particolarmente la tua professionalità nell'organizzare attività di cazzeggio ;-))....sono rimasto a bocca aperta, addirittura logo e sito web.....come dire..FANTASTICO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezzo particolarmente la tua professionalità nell&#8217;organizzare attività di cazzeggio ;-))&#8230;.sono rimasto a bocca aperta, addirittura logo e sito web&#8230;..come dire..FANTASTICO</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Tirocinio o stage ? di Pedroelrey</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/05/28/tirocinio-o-stage/#comment-18</link>
		<dc:creator>Pedroelrey</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 06:41:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/05/28/tirocinio-o-stage/#comment-18</guid>
		<description>.........un expertise come giornalaio può andar bene?
Un abbraccio.
PLuca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8230;&#8230;un expertise come giornalaio può andar bene?<br />
Un abbraccio.<br />
PLuca</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Social Media: Progetti o Prodotti  ??? di Simone</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-16</link>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 13:43:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-16</guid>
		<description>Credo che il problema sia puramente "psicologico" da un lato e "professionale" dall'altro. Da un lato le aziende, già in difficoltà col web come "qualcosa di monetizzabile" non riescono a capire esattamente cosa si comprano usando facebook o Twitter, dall'altro - e qui occorre un certo esame di coscienza - molte aziende presentano i social media come 'prodotti' in sè, quasi che il servizio venga fornito da loro e che fb piuttosto che plurk possa essere vincente al di la del prodotto o del progetto.

In due parole, a mio avviso andrebbe ridimensionato il tutto. I social media sono dei &lt;em&gt;canali&lt;/em&gt;. Punto. E come tali hanno bisogno di un prodotto alle spalle e di una strategia che possa indirizzarli. Senza, restano solo voci di spesa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il problema sia puramente &#8220;psicologico&#8221; da un lato e &#8220;professionale&#8221; dall&#8217;altro. Da un lato le aziende, già in difficoltà col web come &#8220;qualcosa di monetizzabile&#8221; non riescono a capire esattamente cosa si comprano usando facebook o Twitter, dall&#8217;altro - e qui occorre un certo esame di coscienza - molte aziende presentano i social media come &#8216;prodotti&#8217; in sè, quasi che il servizio venga fornito da loro e che fb piuttosto che plurk possa essere vincente al di la del prodotto o del progetto.</p>
<p>In due parole, a mio avviso andrebbe ridimensionato il tutto. I social media sono dei <em>canali</em>. Punto. E come tali hanno bisogno di un prodotto alle spalle e di una strategia che possa indirizzarli. Senza, restano solo voci di spesa.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Social Media: Progetti o Prodotti  ??? di socialconversations.it</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-15</link>
		<dc:creator>socialconversations.it</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 10:44:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-15</guid>
		<description>Paolo ... hai perfettamente ragione ... 
&#62;&#62; Come fai a chiamare “prodotto” una relazione? &#60;&#60;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo &#8230; hai perfettamente ragione &#8230;<br />
&gt;&gt; Come fai a chiamare “prodotto” una relazione? &lt;&lt;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Social Media: Progetti o Prodotti  ??? di paolo</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-14</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:43:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/05/19/social-media-progetti-o-prodotti/#comment-14</guid>
		<description>Gianluca, vivo il problema. 

Credo che dopo Facebbok - dove finalmente ci mettiamo la faccia.. quella vera - la svolta è stata definitiva: il 2.0 non è solo il luogo dei contenuti user generated, ma il luogo (forse meglio.. il palcoscenico) di una relazione molto più autentica con i propri pubblici di rieferimento.

Come fai a chiamare "prodotto" una relazione?

E tornano così in auge i paradigmi della comunicazione interpersonale efficace: in particolare empatia, ascolto attivo.

Lo stesso guru di Obama, Rospars, leggevo oggi su repubblica.it, fa  notare come "il Web ci ha dato modo di avere più sostenitori che hanno parlato davvero a un numero molto più grande di persone. Il nostro obiettivo non era quello di trasmettere un messaggio dal vertice alla base, ma di creare una relazione con i supporter e dei supporter tra loro, mettere le persone al lavoro, non con gli ordini, ma con gli stimoli".

Tutto questo mi da molto ottimismo: dietro le aziende ci sono di nuovo le persone, dietro un cliente c'è un essere umano con tutti i suoi bisogni. Forse bisogna ripartire da questo, no?

Per tornare "a bomba". Se Nissan ha un reparto di 'attenzione al target femminile' per ricevere e portare fisicamente sulle auto gli stimoli che le clienti rinviano (proprio così, una mia amica ne è la responsabile a Tokyo), probabilmente nemmeno le auto - almeno dal punto di vista marketing e comunicazione - sono prodotti nel senso 'storico' del termine.
Figuriamoci le conversazioni!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianluca, vivo il problema. </p>
<p>Credo che dopo Facebbok - dove finalmente ci mettiamo la faccia.. quella vera - la svolta è stata definitiva: il 2.0 non è solo il luogo dei contenuti user generated, ma il luogo (forse meglio.. il palcoscenico) di una relazione molto più autentica con i propri pubblici di rieferimento.</p>
<p>Come fai a chiamare &#8220;prodotto&#8221; una relazione?</p>
<p>E tornano così in auge i paradigmi della comunicazione interpersonale efficace: in particolare empatia, ascolto attivo.</p>
<p>Lo stesso guru di Obama, Rospars, leggevo oggi su repubblica.it, fa  notare come &#8220;il Web ci ha dato modo di avere più sostenitori che hanno parlato davvero a un numero molto più grande di persone. Il nostro obiettivo non era quello di trasmettere un messaggio dal vertice alla base, ma di creare una relazione con i supporter e dei supporter tra loro, mettere le persone al lavoro, non con gli ordini, ma con gli stimoli&#8221;.</p>
<p>Tutto questo mi da molto ottimismo: dietro le aziende ci sono di nuovo le persone, dietro un cliente c&#8217;è un essere umano con tutti i suoi bisogni. Forse bisogna ripartire da questo, no?</p>
<p>Per tornare &#8220;a bomba&#8221;. Se Nissan ha un reparto di &#8216;attenzione al target femminile&#8217; per ricevere e portare fisicamente sulle auto gli stimoli che le clienti rinviano (proprio così, una mia amica ne è la responsabile a Tokyo), probabilmente nemmeno le auto - almeno dal punto di vista marketing e comunicazione - sono prodotti nel senso &#8217;storico&#8217; del termine.<br />
Figuriamoci le conversazioni!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Osservatorio Wine 2009 &#8230; qualche giorno dopo di Alessia</title>
		<link>http://socialconversations.it/2009/05/11/osservatorio-wine-2009-qualche-giorno-dopo/#comment-13</link>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 20:32:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://socialconversations.it/2009/05/11/osservatorio-wine-2009-qualche-giorno-dopo/#comment-13</guid>
		<description>Gianluca, hai evidenziato bene pro e contro del dibattito sviluppato durante il convegno dell'Osservatorio. Sono probabilmente quella che a livello professionale si occupa meno di tutti di 2.0, anche se bazzico la blogosfera dal 2003 (e il blog ce l'ho, in sordina ma ce l'ho;-)!). Sono però a contatto con piccole realtà vitivinicole, tutti i giorni.

Se vuoi il mio parere, questi sono i punti di criticità:
- la disposizione della sala non ha aiutato a sviluppare un dialogo (eravamo anche logisticamente troppo lontani dai nostri uditori);
- i relatori erano estremamente numerosi e, per il tempo che ci è stato concesso, era difficile riuscire a concentrare interventi che non andassero di molto oltre il common sense (peccato, perché di cose da condividere ce n'erano, e molte...);
- la mia percezione personale, inoltre è stata esattamente quella che sottolinei anche tu: una platea (o almeno parte di essa) che era lì "perché doveva esserci" e che è talmente abituata ad essere passiva da non fare nemmeno più domande, anche quando potrebbe o dovrebbe. Rapportandomi pressoché quotidianamente con realtà simili, che ancora non ritengono opportuno investire nella comunicazione 2.0 (e che fanno fatica a farlo anche in quella 1.0: perché non hanno o non vogliono trovare il budget, perché mancano le risorse da dedicare, perché manca il know-how...porblemi leciti, ma che rischiano di portare l'azienda ad un'empasse anche commerciale), credo che il pensiero dei più sia stato che tutto quello che hanno sentito era così lontano dalla loro esperienza reale che difficilmente ne avrebbero potuto trarre qualcosa di utile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gianluca, hai evidenziato bene pro e contro del dibattito sviluppato durante il convegno dell&#8217;Osservatorio. Sono probabilmente quella che a livello professionale si occupa meno di tutti di 2.0, anche se bazzico la blogosfera dal 2003 (e il blog ce l&#8217;ho, in sordina ma ce l&#8217;ho;-)!). Sono però a contatto con piccole realtà vitivinicole, tutti i giorni.</p>
<p>Se vuoi il mio parere, questi sono i punti di criticità:<br />
- la disposizione della sala non ha aiutato a sviluppare un dialogo (eravamo anche logisticamente troppo lontani dai nostri uditori);<br />
- i relatori erano estremamente numerosi e, per il tempo che ci è stato concesso, era difficile riuscire a concentrare interventi che non andassero di molto oltre il common sense (peccato, perché di cose da condividere ce n&#8217;erano, e molte&#8230;);<br />
- la mia percezione personale, inoltre è stata esattamente quella che sottolinei anche tu: una platea (o almeno parte di essa) che era lì &#8220;perché doveva esserci&#8221; e che è talmente abituata ad essere passiva da non fare nemmeno più domande, anche quando potrebbe o dovrebbe. Rapportandomi pressoché quotidianamente con realtà simili, che ancora non ritengono opportuno investire nella comunicazione 2.0 (e che fanno fatica a farlo anche in quella 1.0: perché non hanno o non vogliono trovare il budget, perché mancano le risorse da dedicare, perché manca il know-how&#8230;porblemi leciti, ma che rischiano di portare l&#8217;azienda ad un&#8217;empasse anche commerciale), credo che il pensiero dei più sia stato che tutto quello che hanno sentito era così lontano dalla loro esperienza reale che difficilmente ne avrebbero potuto trarre qualcosa di utile.</p>
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